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Alfa Group partner dell’Università della Calabria per due Master sulla sicurezza informatica

Alfa Group collaborerà con l’Università della Calabria e Poste Italiane per l’organizzazione di due Master di II livello sul tema della Cyber Security. Parteciperanno al progetto anche l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e, segnatamente per il corso “Sicurezza delle Informazioni”, anche il Global Cyber Security Center (GCSEC).

Il primo master – “Sicurezza delle Informazioni” – affronterà i problemi di governance dell’Information Security. Il secondo, invece, sarà dedicato al cosiddetto “Ethical Hacking” e avrà un carattere più operativo, finalizzato all’acquisizione di competenze sulle tecniche chiave di cyber-attack.

Alfa Group, come partner attivo del progetto, metterà a disposizione dei corsi alcuni dei suoi esperti che svolgeranno diverse ore di insegnamento e darà la possibilità – agli studenti più meritevoli – di svolgere un periodo di stage in azienda.

Per Alfa Group la partecipazione all’iniziativa promossa dall’Università della Calabria conferma la costante attenzione sia alle novità nel campo della cyber security che dell’alta formazione, la cui importanza è riconosciuta nei vent’anni di storia dell’azienda. Fin dalla sua fondazione, Alfa Group ha infatti stabilito forti legami con gli Atenei delle città e delle regioni in cui è presente con una sede – Roma, Milano, Bologna e Fermo -, che spesso sono stati il punto di partenza per la scoperta di nuovi professionisti.

Per ulteriori informazioni sui Master è possibile consultare questo indirizzo.

FBI ed Europol mettono Avalanche down!

Avalanche, una delle più grandi reti mondiali del Cyber Crimine, è stata definitivamente smantellata dopo 4 anni di indagini congiunte dell’FBI, di Europol e dei rappresentati delle forze dell’ordine di 40 Paesi nel mondo.

La rete Avalanche, specificatamente progettata per non essere rilevata da parte delle forze dell’ordine, conteneva al suo interno più di 800.000 domini infetti e in questi anni era riuscita ad infettare oltre 500.000 computer in tutto il mondo, colpendo circa 180 Stati con perdite finanziarie per centinaia di milioni di euro.

Come agiva Avalanche

Avalanche ha rappresentato negli anni un punto di riferimento per il Cyber Crimine a livello mondiale grazie a una rete altamente sicura di server messi a disposizione degli hacker, una piattaforma senza restrizioni alla quale appoggiarsi per condurre campagne malware negli Stati Uniti e non solo.

La rete Avalanche agiva tramite phishing e spam e-mail, installando nel computer delle vittime un ransomware in grado di criptare i file presenti fino al pagamento di un riscatto, ma non solo, altri tipi di malware agivano rubando le credenziali bancarie degli utenti utilizzandole per avviare bonifici fraudolenti. Reti altamente sofisticate di money mule acquistavano merci tramite i fondi rubati, consentendo ai criminali informatici il riciclaggio dei proventi illeciti provenienti dagli attacchi malware.

La risposta dell’FBI

“I criminali informatici possono perseguitare milioni di utenti in tutto il mondo e da qualsiasi parte del pianeta”, ha dichiaro Scott Smith, rappresentante dell’FBI Cyber Division.

“Poiché la maggior parte degli schemi informatici attraversa i confini nazionali, una risposta internazionale all’applicazione della legge è assolutamente fondamentale per identificare non solo le infrastrutture tecniche che facilitano questi crimini, ma anche gli amministratori che gestiscono le reti e i cyber criminali che ne fanno uso”.

“L’FBI con i suoi partner nazionali e internazionali, continuerà a colpire i più eclatanti cyber criminali. Ma le aziende degli Stati Uniti e di tutto il mondo devono fare la loro parte proteggendo i loro computer e le loro reti da minacce informatiche, non cliccando su link incorporati all’interno di e-mail e non aprendo allegati di posta elettronica senza verificarne la provenienza. Importante è utilizzare password complesse, attivare il blocco pop-up, scaricare solo software da siti fidati e assicurarsi che l’antivirus sia aggiornato”.

“L’impegno di ciascuno a mettere in sicurezza i propri dispositivi, coordinato con il rafforzamento delle leggi contro le minacce cyber attuali, costituirà un significativo passo avanti per la protezione di noi tutti nel cyberspazio”

Per avere ulteriori informazioni su come proteggere i sistemi informatici della tua azienda dalle minacce malware rivolgiti ad Alfa Group. I nostri esperti di Cyber Security sono a disposizione con preziosi consigli, non esitare a contattarci!

Threat Index Check Point: Italia in cima agli Stati d’Europa vittime di malware

L’ascesa delle minacce malware ai danni delle reti aziendali continua, ha confermalo è ancora una volta il Threat Index Check Point di Check Point Software Technologies.

Il report relativo allo scorso mese di ottobre mette in luce come sia la quantità delle varianti attive di malware che quella degli attacchi riconosciuti, sia aumentata del 5%, con un picco del 15% per quanto riguarda l’Italia che ora si trova al primo posto tra gli Stati più colpiti in Europa e al ventiseiesimo a livello mondiale.

I malware più diffusi

Stando a quanto riportato da Threat Index Check Point, Conficker, worm che consente operazioni da remoto e download di malware, si conferma ancora una volta come il più dannoso, con il 17%. Al secondo posto troviamo Locky, ransomware che si diffonde attraverso email spam, e sul terzo gradino del podio Zeus, trojan bancario responsabile del 5% degli attacchi riconosciuti.

Per quanto riguarda le minacce ai dispositivi mobile HummingBad, il malware per Android che tramite l’inserimento di un rootkit compie azioni malevole, mantiene saldo il suo primato ormai da 7 mesi.

Oltre ai malware sopra citati, ormai noti, una nuova minaccia mette a rischio le reti aziendali. Si tratta di Boingberg, una backdoor mirata per piattaforme Windows in grado di colpire un sistema dall’interno, bloccando il sistema anti virus.

Come si possono proteggere le aziende

Nathan Shuchami, Head of Threat Prevention di Check Point spiega nel dettaglio in che modo le aziende posso mettere in sicurezza le proprie reti.

“Con l’aumento degli attacchi e delle varianti di malware, le aziende, per mettere in sicurezza le proprie reti, si ritrovano ad affrontare una sfida titanica. I primi 10 malware più diffusi sono sostanzialmente invariati rispetto a settembre, e questo lascia pensare che i cybercriminali abbiano conseguito ottimi risultati con questi attacchi, con il messaggio, per le organizzazioni, della necessità di una risposta proattiva per difendere le informazioni aziendali più riservate. Per tutelarsi, le organizzazioni devono adottare una strategia completa, e munirsi di misure di advanced threat prevention per le reti, gli endpoint e dispositivi mobili, in modo da bloccare i malware allo stadio pre-infettivo”.

Gli esperti di Alfa Group sono a vostra disposizione per ulteriori informazioni in merito ai sistemi di sicurezza per proteggere le reti aziendali dai malware. Non esitate a contattarci!

Gli attacchi DDoS minacciano la sicurezza delle PMI

Il rischio di minacce DDoS ai danni delle nostre PMI si fa ogni giorno sempre più reale. E, se tutte le più grandi minacce hacker degli ultimi anni non fossero state sufficienti per convincere le aziende della loro portata distruttiva, a fugare ogni dubbio ci ha pensato il recente attacco ai danni delle DNS Managed Network di Dyn, azienda che si occupa del servizio di gestione dei Dns, associando il nome dei siti agli indirizzi IP.

L’attacco DDoS ha inflitto gravi danni ad alcune delle multinazionali più rilevanti a livello mondiale, tra cui: PayPal, Twitter, Reddit, Amazon e Netflix, sinonimo evidente che qualsiasi tipo di azienda, compresa una PMI, è in grave pericolo.

A ulteriore dimostrazione di ciò emerge inoltre come almeno una PMI su sei ha subito un attacco di questo tipo nell’ultimo anno.

Come si sviluppa un attacco DDoS

Un attacco DDoS si sviluppa sovraccaricando un server di richieste fino al punto in cui lo stesso diventa impossibilitato a soddisfarle.

Durante l’attacco DDoS ai danni di Dyn, tramite il rilascio di un codice sorgente Mirari, comprensivo di scanner internet, i cyber criminali sono riusciti a provocare danni di enorme entità in tempi ridotti.

Non farti cogliere impreparato

Gli esperti di Alfa Group sono a vostra completa disposizione per fornirvi la soluzione di Cyber Security più adatta alle vostre esigente aziendali. Non esitate a contattarci!

Kaspersky combatte le minacce ai dati a fianco del tuo business

Il ransomware è una tipologia di malware, o virus, che una volta infettato un computer fa essenzialmente due cose:

  • Blocca l’accesso, al sistema o alcuni file sensibili
  • Chiede il pagamento di un riscatto (Ransom), solitamente in denaro, alla vittima, per ripristinare il funzionamento del computer.

Chiunque può essere vittima: tra 2015 e il 2016, oltre 718 mila computer sono stati infettati da ransomware, ovvero 5,5 volte in più del 2014, e l’Italia, assieme a Stati Uniti e Germania, è nella Top 3 dei paesi più colpiti.

Le piccole e medie imprese sono il bersaglio preferito dai cybercriminali e la mancanza di sistemi di protezione sofisticati le rende più vulnerabili rispetto alle grandi imprese.  La probabilità che i dati bloccati siano sensibili o essenziali per il business, e di conseguenza che venga pagato il riscatto, è maggiore rispetto agli utenti privati.

Perchè non pagare il riscatto?

Il pagamento non costituisce garanzia per la risoluzione del problema: non è raro che i dati non siano comunque restituiti (volontariamente o per un “malfunzionamento” del virus) o che il virus resti “latente” nel computer, pronto per un nuovo attacco.  Il pagamento inoltre, fornisce ai cybercriminali la prova dell’efficacia di tale tipologia di attacco e la motivazione a perpetrare la loro attività.

Kaspersky Lab contro i Ransomware

Kaspersky LAB, leader di mercato nelle soluzioni di sicurezza degli Endpoint e detentore negli ultimi 3 anni del maggior numero di premi ottenuti da test e recensioni indipendenti (metriche TOP3), nonché partner strategico e tecnologico Alfa Group, si è schierato in prima linea al fianco delle piccole e medie imprese nella lotta al ransomware.

Attraverso il progetto “NoMoreRansom”, nato in collaborazione con Intel Security, la polizia olandese ed Europol, Kaspersky offre alle aziende tutti gli strumenti necessari a fronteggiare questa tipologia di minaccia.

Il portale NoMoreRansom colleziona soluzioni e consigli venendo in aiuto sia di chi, vittima di ransomware, è alla ricerca di un’alternativa sicura al pagamento del riscatto, sia di tutti coloro che intendano proteggere il proprio business prevenendo la minaccia.

Dall’inizio del progetto, i software di decriptazione offerti gratuitamente da NoMoreRansom hanno già consentito di decriptare i file di oltre 2.500 persone, in modo sicuro e senza dover ricorrere al pagamento del riscatto, consentendo un risparmio complessivo di oltre 1 milione di dollari.

Le soluzioni di Kaspersky contro i Ransomware

Gli strumenti sviluppati da Kaspersky nell’ambito di NoMoreRansom consentono di sbloccare file e dati resi inaccessibili dai principali ransomware in circolazione, tra cui:

  • WildFire
  • Chimera
  • Teslacrypt
  • Shade
  • CoinVault

E’ molto più semplice evitare la minaccia che combatterla dopo che il sistema è stato colpito, e questo è il momento migliore per mettere in sicurezza il vostro business: fino al 31 Dicembre 2016 Kaspersky, avvalendosi di partner come Alfa Group, offre in promozione le sue soluzioni dedicate alla media e piccola impresa.

I prodotti in promozione

Kaspersky Anti-Ransomware Tool for Business 

Kaspersky ha sviluppato un tool gratuito per la protezione dei dati aziendali da ransomware e cryptomalware, che funziona con la maggior parte dei software di sicurezza, anche con soluzioni diverse dai software Kaspersky.

Kaspersky Endpoint Security for Business * Promo – fino al 31/12

Protezione degli endpoint, controlli e sicurezza mobile:

  • Sicurezza avanzata per workstation e file server.
  • Sicurezza e gestione multilivello dei dispositivi mobili.
  • Application Control, Device Control e Web Control.
  • Console di gestione centralizzata per tutte le funzioni.

Kaspersky Security for Virtualization Promo – fino al 31/12

Progettata e ottimizzata per le infrastrutture virtuali:

  • Sviluppata per server virtuali e VDI.
  • Sicurezza per le piattaforme VMware, Citrix, Microsoft e KVM.
  • Protezione efficace ma leggera per XenDesktop e Horizon.
  • Consente di mantenere alti tassi di consolidamento.
  • Protezione avanzata a livello di file e rete.

Kaspersky Endpoint Security Cloud

Massima protezione e facilità di gestione:

Sviluppato pensando alle piccole e medie imprese, Kaspersky Endpoint Security | Cloud consente di gestire la sicurezza per più endpoint, dispositivi mobili e server file in remoto, da qualsiasi posizione.

  • Una semplice e intuitiva console basata su cloud combina facilità d’uso, efficienti strumenti di cybersecurity e funzioni di gestione
  • Gestisce la protezione di endpoint, dispositivi mobili e file server in remoto da qualsiasi luogo, grazie alla console basata su cloud.
  • Non sono necessari hardware aggiuntivi: la console di gestione è ospitata dal cloud con infrastruttura già predisposta per la vostra azienda da Kaspersky Lab.
  • Massima protezione grazie alla sicurezza più testata e più premiata al mondo.

Scopri le promozioni

Promozione 3×2:

Acquistando per un massimo di 999 nodi per due anni, il terzo anno di protezione è gratis.

Dettagli dell’offerta:

  • Valida sui nuovi acquisti e rinnovi di 3 anni fino a 999 postazioni.
  • Valida sui prodotti Kaspersky Endpoint Security for Business e Kaspersky for Virtualization.

Promozione Trade In

Permutando la tua attuale soluzione per la sicurezza riceverai fino a 6 mesi di copertura gratuita, così da coprire i mesi di licenza ancora attivi.

Dettagli dell’offerta:

  • Fino a 6 mesi gratis per raggiungere il termine di scadenza corrente e allinearlo con quello della soluzione della concorrenza.
  • Valida per le soluzioni Kaspersky Endpoint Security for Business o Security for Virtualization.
    Contattaci subito per maggiori informazioni o per usufruire delle offerte Kaspersky per le Medie e Piccole Imprese.

Contatta Alfa Group per maggiori informazioni o per usufruire delle offerte Kaspersky per le Medie e Piccole Imprese.

Scarica il nostro approfondimento sui Ransomware

Ransomware-Whitepaper

Tesco Bank colpita da un attacco hacker: 20 mila conti correnti violati

Un attacco hacker di enorme portata ha colpito nei giorni scorsi Tesco Bank, istituto di credito britannico che vanta 7 milioni di clienti.

Le modalità dell’attacco

Tra le vittime oltre 40 mila correntisti, tra i quali 20 mila conti correnti violati illegalmente, il tutto nel corso di un week-end.

Diversi i movimenti di denaro sospetti sui conti dei clienti di Tesco Bank, avvenuti tramite quello che sembra essere stato un processo automatico.

La banca è stata costretta a sospendere momentaneamente il suo sistema di transazioni online e a bloccare le carte associate ai conti sospetti.

La riposta di Tesco Bank

Benny Higgings, amministratore delegato di Tesco Bank, ha svelato che la banca, pur essendo a conoscenza della portata dell’attacco, non ha potuto diffondere immediatamente informazioni in merito in quanto soggetta ad indagine penale.

Il CEO si è poi scusato con i correntisti garantendo loro che verranno compiuti tutti i passi necessari per assicurare la sicurezza degli account e che saranno risarciti eventuali ammanchi.

Contatta i nostri esperti di Alfa Group per avere maggiori informazioni sulle nostre soluzioni antifrode e scoprire come proteggere la sicurezza dei sistemi bancari.

Perdita di dati sensibili in azienda: la colpa è dei dipendenti

Sempre più spesso le aziende sono soggette alla perdita di dati sensibili ma la causa non è sempre da imputarsi ad un attacco hacker, come si potrebbe pensare: il colpevole a volte si trova proprio all’interno della stessa realtà aziendale.

Secondo un recente studio, condotto da Intel Security, il 43% dei furti di dati è causato dai dipendenti e nella metà dei casi le cause sono addirittura fortuite.

Perdita di dati e sanzioni economiche

I dati emersi mettono in evidenza come investire in tecnologie all’avanguardia, senza avere personale adeguatamente formato e consapevole dei rischi e delle minacce attuali, rappresenti un problema molto diffuso.

A riprova di ciò, l’opinione del Generale Umberto Rapetto, Comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che interverrà sul tema durante la sesta edizione del Privacy Forum Day di Roma, il prossimo 13 ottobre:

Volontarietà e accidentalità vanno a fondersi in una sostanziale inaffidabilità del personale impiegato, imponendo anche ai più scettici di adottare iniziative organizzative, regolamentari e tecniche per arginare un rischio che può rivelarsi addirittura catastrofico. Spesso si affronta l’argomento solo a cose fatte, quando un evento nocivo ha avuto luogo e si rende necessario individuarne il responsabile, quando è tardi e si perde ancor più tempo per capire cosa fare e a chi rivolgersi per farlo”.

Per le aziende dunque investire nella formazione del personale risulta oggi quanto mai fondamentale, soprattutto perché i danni non si limitano alla compromissione dei sistemi informatici, ma possono avere anche ripercussioni di tipo normativo ed economico.

A spiegarlo è Nicola Bernardi, Presidente di Federprivacy:

“Le aziende che investono in tecnologie avanzate ma non mettono a diposizione sufficienti budget per assumere e formare personale competete, esponendosi a pericoli di data breach da cui possono derivare paralisi delle attività e danni reputazionali, sono soggette a pesantissime sanzioni da parte dell’Authority”.

Con l’introduzione del nuovo Regolamento UE le imprese saranno infatti obbligate a notificare eventuali violazioni all’Authority correndo il rischio di incorrere in sanzioni pari a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato.

Cyber Security Awareness, un’esigenza fondamentale

A fronte di quanto emerso, la necessità di avere all’interno del proprio organico personale competente sulle tematiche di Cyber Security risulta quanto mai fondamentale per le aziende.

Alfa Group organizza training e seminari di Cyber Security Awareness, totalmente personalizzabili in base alle esigenze del Cliente.

Siamo a tua disposizione per ulteriori chiarimenti a riguardo, non esitare a contattarci!

Rapporto Clusit 2016: le nuove sfide della Cyber Security

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Il Cyber Crimine non si ferma, anzi nei primi sei mesi del 2016 il numero di attacchi informatici ai danni di infrastrutture critiche ha fatto registrare un nuovo significativo incremento.

A confermarlo sono i dati emersi dalla decima edizione del Rapporto Clusit, elaborati e forniti da “iDialoghi” e presentati in anteprima assoluta in apertura del Security Summit di Verona che si è tenuto lo scorso 5 ottobre.

I numeri del Rapporto Clusit 2016

Il Cyber Crime si conferma, come sempre, al primo posto tra gli attacchi di entità grave a livello mondiale (71%), mentre, sempre con riferimento al primo semestre del 2016, il Rapporto Clusit evidenzia un incremento degli attacchi informatici a livello di Espionage (+9%).

Dato ancor più sconcertante è il fatto che l’incremento più significativo, rispetto agli ultimi sei mesi del 2015, riguarda Malware comuni e ormai noti: i Ransomware (+129%). A preoccupare sono però anche i dati relativi al Phishing e al Social Engineering (+1500%).

Le vittime del Cyber Crime e le sfide della Cyber Security

Tra i settori più colpiti dalle minacce alla Cyber Security troviamo quello della Sanità (+144%), vittima di estorsione di informazioni riservate tramite Ransomware. Seguono il settore bancario (+93%), che negli ultimi 11 mesi ha subito il maggior numero di attacchi gravi, le infrastrutture critiche (+84%) e la grande distribuzione (+17%).

Gli Stati Uniti rappresentano la Nazione più colpita, con il 55% degli attacchi a livello globale, mentre sul secondo gradino del podio troviamo gli Stati asiatici con un incremento del 15%.

Il settore Government, come nel secondo semestre del 2015, si conferma al primo posto tra gli ambiti più presi di mira dal Cyber Crimine (+20%), confermato anche il secondo posto per i servizi Online e Cloud (+17%).

A tal proposito è emerso come l’impiego congiunto delle nuove tecnologie (Social Media, Cloud, Mobile e Internet of Things) porta con sè significative opportunità a livello di business ma anche nuove sfide per la Cyber Security.

“Possiamo dire di essere di fronte ad un nuovo paradigma di Cyber Security, che indica un gruppo di attività e competenze multidisciplinari, complesse e sofisticate, molte delle quali non informatiche, che sono oggettivamente di difficile integrazione con le prassi esistenti di gestione dell’ICT e di allocazione dei budget relativi”, afferma Paolo Giudice, segretario generale Clusit. “In questo sta la debolezza delle contromisure messe fino ad oggi in campo da aziende e istituzioni, così come da privati cittadini, che nella maggior parte dei casi si limitano a prevedere un approccio puramente tecnico/informatico”, conclude Giudice.

Come difendersi

Secondo gli esperti del Clusit l’unico modo veramente efficace per far fronte alle minacce del Cyber Crimine è adottare una logica multidisciplinare di Cyber Resilience che comprende: Compliance e Cyber Security, Governance e Risk Management, Cyber Intelligence e Crisis Management, attività di prevenzione e di reazione rapida e cooperazione tra pubblico e privato per la condivisione delle informazioni.

Molte sono le iniziative in Italia in tal senso. Dinamiche relative alla Cyber Resilience sono presenti nel Quadro Strategico Nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico e nel Piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica.

 

 

 

 

Cybersecurity e Cyberwar: intervista esclusiva a Eugene Kaspersky

La “guerra fredda” tra Stati Uniti e Russia ha un nuovo nome: Cyberwar. Ora non si combatte più sul campo di battaglia, come avveniva in passato, ma a livello di Cyber Security Nazionale.

Il futuro della Cyberwar secondo Eugene Kaspersky

Ecco cosa pensa Eugenie Kaspersky, Amministratore delegato e Presidente dell’omonima azienda e consulente in tema di Cyber Security in tutto il Mondo, in merito ai prossimi sviluppi dei cyber conflitti a livello internazionale:

“Ci stiamo muovendo a grandi passi verso il cyberterrorismo, inteso come attacchi informatici a infrastrutture critiche. […] Molte di queste infrastrutture sono state create anni fa perciò è difficile metterle in sicurezza perché sono vulnerabili e questo è un rischio enorme per il mondo intero”.

Recentemente gli Stati Uniti hanno inoltre accusato Mosca di essere responsabile degli attacchi informatici subiti dal Partito Democratico, con lo scopo di influenzare le elezioni del nuovo presidente americano che si terranno a breve.

Eugene Kaspersky ci svela il modo corretto per capire quanto queste accuse siano attendibili:

“Non conosco il numero dei gruppi hacker professionali in Russia. Il nostro compito è quello di riconoscere le famiglie di malware e cercare di capire se provengono dalla stessa fonte.  Attualmente ci sono circa 12 gruppi di professionisti del crimine informatico, indipendenti o a contratto, governativi o no, o entrambi.[…] Non possiamo mai riconoscere la provenienza dell’attacco ma la lingua, e ci sono tutti i Paesi. Le lingue dominanti sono però inglese, russo e cinese semplificato”, ha continuato Eugene Kaspersky.

Il pericolo del voto elettronico

Kaspersky ha poi individuato qual è la più grande minaccia alla democrazia nel mondo del Cyber: “il pericolo più grande per la democrazia è, e sarà sempre di più, il voto elettronico. Non ci saranno più elezioni sicure. Se il sistema non cambia il voto resterà insicuro, potrà essere hackerato e i risultati manipolati”.

Attualmente sono 5 gli Stati americani che votano con sistema elettronico e altri 10 hanno un sistema misto, per questo sono state attuate proposte di legge atte a rendere più sicuro il sistema di voto elettronico.

La prima richiede la disconnessione dei sistemi di voto dalla rete mentre la seconda mira a chiedere al dipartimento della Common Security americana di considerare i sistemi di voto come infrastrutture critiche della nazione.

Ciò implica che se questi sistemi vengono hackerati da un Paese straniero si può rispondere con un attacco equivalente o con un attacco militare tradizionale nei quattro domini: terra, mare, aria e spazio, equiparando la Cyberwar ad una vera e propria dichiarazione di guerra.