Riconoscere i bisogni dei consumatori in tempo reale grazie all’industria 4.0

L’avvento delle nuove tecnologie sta creando, come spesso capita quando ci si trova ad affrontare cambiamenti epocali, due fronti opposti: da un lato gli entusiasti senza condizioni dell’affermazione di nuovi traguardi grazie all’automatismo di massa. Dall’altra gli scettici ovvero i più timorosi.

I primi sono ovviamente convinti che le nuove tecnologie – robotica e intelligenza artificiale fra tutte – saranno determinanti per creare nuove condizioni di crescita e sviluppo. I secondi invece, temono che le nuove tecnologie provocheranno una perdita di posti di lavoro e su larga scala un impoverimento per l’economia reale.

A guardare alcune proiezioni, nonché i risultati concreti ottenuti in alcuni settori, a prevalere è un generale ottimismo dettato dalla convinzione che i cambiamenti in atto determineranno un miglioramento delle condizioni della produttività e quindi della crescita. Le nuove tecnologie infatti si candidano non solo ad incentivare, a migliorare e a razionalizzare numerose attività sinora portate avanti dai lavoratori in molti settori, ma potranno apportare numerosi benefici. Questo significherà ad esempio la possibilità di liberare il lavoratore dallo svolgimento di alcune mansioni considerate oggi a basso valore aggiunto, come le operazioni ripetitive, e indirizzare così energie e risorse verso nuove attività per le quali potranno essere valorizzate competenze che sono oggi trascurate.

L’ avvento delle tecnologie in particolare rivestirà un ruolo determinante per comprendere in tempo reale le esigenze della clientela acquisita e potenziale. Una delle massime aspirazioni delle imprese potrà trovare la piena realizzazione grazie all’apporto di dispositivi tecnologici che potranno essere inseriti nei prodotti. In particolare l’inserimento di microchip consentirà di ricevere in tempo reale feedback circa il gradimento e l’utilizzo dei prodotti, innescando processi di interazione fra consumatore e produttore di rilevanza epocale. Gli effetti sono facilmente immaginabili ma non tutti pienamente rilevabili nella loro portata. Effetti che si riverbereranno sul mercato e sulla produzione.

Il consumatore finale infatti non sarà più visto semplicemente come un acquirente, bensì come colui che potrà beneficiare degli effetti positivi derivanti da questa nuova interazione. La tecnologia che si sta affermando in questi ultimi anni si sta configurando finalmente come un insieme di servizi e di opportunità al servizio dell’uomo perché capovolge il sentimento di generale diffidenza.

Questi cambiamenti realizzeranno invece un nuovo rapporto fra uomo e tecnologia, in particolare grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale e in generale dei processi di automatizzazione. Questi stanno indirizzando la società verso una nuova percezione della tecnologia che sarà sempre più utile a migliorare la condizione della quotidianità ed in particolare la condizione dei lavoratori che potranno essere sollevati da numerose attività oggi considerate routinarie e domani affidate a processi interamente automatizzati. In sostanza non sarà più l’uomo a doversi adattare alla tecnologia ma quest’ultima ad adattarsi all’uomo.

La prospettiva sarà quindi indirizzata a rendere la tecnologia non un sostituto ma uno strumento di ausilio alle attività umane. Tra queste verranno ricomprese quelle che arricchiranno le esperienze di acquisto e di consumo commerciale.