Nasce il Comitato di ricerca per il cybercrime

Cos’è il Comitato di ricerca per il cybercrime

Per contrastare fenomeni di crimine informatico sempre più frequenti nasce il Comitato di ricerca per il cybercrime, con lo scopo di trovare una soluzione di contrasto alle azioni di crimine informatico. Inizialmente a far parte del comitato sono il Consiglio nazionale per le ricerche (CNR) ed il Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (CINI), anche se il Comitato è aperto a tutti gli enti di ricerca nazionali.
Oltre a trovare soluzioni per rendere il sistema informatico più resistente al cybercrime, il comitato svolge anche attività formative e collaborative con altri enti simili europei ed internazionali. L’area progettuale promossa dal CNR vedrà impegnata una squadra di oltre 100 ricercatori che lavoreranno nelle varie sedi sparse sul territorio nazionale; mentre quella promossa dal CINI vedrà impegnati più di 300 ricercatori nell’area della sicurezza informatica.
L’accordo è stato firmato da Massimo Inguscio, direttore del CNR, e Paolo Prinetto, direttore del CINI, dinanzi al prefetto Alessandro Panza, direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica, incarico conferitogli dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile 2016.

Azioni contrastate dal Comitato di ricerca per il cybercrime

Sono tante le azioni di crimine informatico che violano i contenuti riservati attraverso un vero e proprio abuso della tecnologia informatica. Tra queste ci sono frodi informatiche, che modificano i dati al fine di ottenere un guadagno diretto; attacchi distruttivi, che non hanno altro scopo se non quello di danneggiare una determinata proprietà, dal danneggiamento di un singolo personal computer fino a quello dell’intera rete aziendale; furti d’identità, ed attacchi a scopi pubblicitari, finalizzati a richiamare l’attenzione dell’informazione pubblica, suscitando così un grande eco mediatico. Ad accomunare tutti i tipi di attacchi sono i virus informatici che vengono introdotti nei sistemi da esperti informatici, che sfruttano proprio la loro vulnerabilità.

Obiettivi del Comitato di ricerca per il cybercrime

Stando alle affermazioni del direttore del CNR, Massimo Inguscio, sviluppare tecnologie per contrastare il crimine informatico non è solo una necessità per la sicurezza del Paese, ma rappresenta anche un’enorme possibilità di sviluppo, in quanto questo è un mercato in crescita. Secondo le stime la produttività dovrebbe passare dai 75 miliardi di dollari, prodotti nel 2015, a 170 miliardi di dollari entro la fine del 2020. In base a questi valori, entro il 2019, ci saranno 6 milioni di richieste di nuovo personale specializzato, con una carenza di personale pari a 1,5 milioni di posti di lavoro.
Il comitato si pone l’obiettivo di coordinare l’eccellenza nazionale della ricerca sulla sicurezza informatica e di effettuare azioni di ricerca, sia nazionali che internazionali, per aiutare il paese a contrastare efficacemente il cyber crime. In particolare si punta a costruire un sistema informatico più resistente, a formare nuove figure professionali esperte nella sicurezza informatica al fine di incrementare la forza lavoro nazionale nel settore, a rendere gli utenti più informati dei possibili rischi e a creare una rete di collaborazione tra i vari enti nazionali più forte. Inoltre con il lavoro svolto dal comitato di ricerca si punta a migliorare l’eccellenza scientifica italiana nel settore informatico, grazie ad una stretta collaborazione tra gli istituti di ricerca e le università, con l’ottenimento di nuove e costanti informazioni che vanno ad integrare le conoscenze già acquisite.
Occorre trovare soluzioni efficaci in tempi brevi alla luce dei nuovi dati forniti dal Rapporto Clusit sugli attacchi alla sicurezza informatica avvenuti nel 2016. Questi sono particolarmente allarmanti, in quanto nel corso dell’ultimo anno il phishing è quadruplicato, registrando un +1.166%. A registrare una maggior numero di attacchi gravi ai sistemi informatici sono stati il settore della grande distribuzione organizzata, con un+ 70% rispetto all’anno precedente, il settore relativo a banche e finanze, che ha riportato un aumento del 64%, ed il settore della sanità, che è stata la branca più colpita in assoluto, con un aumento dei casi del 102% rispetto ai dati raccolti sull’anno precedente.