L’Industry 4.0 aumenta la produttività delle imprese italiane

La globalizzazione non ha soltanto messo sotto pressione interi sistemi economici su base nazionale ma ha imposto nuove dinamiche produttive e logistiche a distretti industriali e singole realtà aziendali.
La crisi finanziaria del 2008 che in parte riverbera ancora i suoi effetti sul piano economico, ha costretto gli attori del mondo imprenditoriale a rivedere in moltissimi casi i propri assetti produttivi e gli indirizzi aziendali. Spesso con accelerazioni che non sono stati in grado di gestire con conseguenze fortemente impattanti che hanno determinato l’espulsione dal mercato.

La presa d’atto a livello di governo politico dei forti cambiamenti in atto ma soprattutto delle rivoluzioni tecnologiche che da qui a pochi anni muteranno radicalmente la quotidianità degli individui oltreché quella dell’intero comparto economico, ha posto le basi per una revisione totale del prossimo futuro dell’industria italiana.

I principali protagonisti di questo cambiamento saranno l’automatizzazione dei processi produttivi da un lato e la digitalizzazione dei prodotti industriali dall’altro. Due elementi che stravolgeranno per certi aspetti regole e parametri finora seguiti e che introdurranno fattori di semplificazione tendenti, sul piano teorico almeno, ad apportare sensibili miglioramenti e facilitazioni nella gestione di numerose attività sia sul piano della vita quotidiana che su quello lavorativo.

Il pacchetto di misure promosso a livello politico mira a sostenere questi processi attraverso l’erogazione di incentivi per introdurre fattori di innovazione nelle realtà aziendali. Fattori innovativi sia per ciò che riguarda la fase produttiva sia, ancora di più, per ciò che riguarda il prodotto finale. Il maggior elemento di cambiamento infatti sarà determinato da una nuova configurazione di molti oggetti d’uso quotidiano destinati ad essere terminali di interazioni con altri oggetti ed in generale con l’intero ambiente in cui verranno inseriti. Oggetti che, grazie alla presenza di microchip e sensori digitali saranno capaci di ‘dialogare’ e per certi versi di compiere autonomamente azioni sempre in un’ottica di semplificazione. Appare chiaro quindi che Industry 4.0 non è soltanto un tema con ricadute esclusive sulle realtà produttive del Paese ma produrrà i suoi effetti in ben altri ambiti.

Tuttavia vanno evidenziati i vantaggi per quelle realtà aziendali che saranno capaci di adeguarsi alle necessità imposte dal cambiamento. L’automatizzazione dei processi industriali comporterà una serie di riduzione di costi generali non solo per quello che riguarderà la manodopera ma anche per ciò che riguarderà l’ordinaria gestione amministrativa. Industry 4.0 significherà inoltre orientare la produzione verso la personalizzazione dei servizi offerti con una probabile riconversione delle competenze professionali dei singoli lavoratori. Fattore questo da non trascurare nell’ottica di limitare le possibili ricadute negative che potrebbero derivare dall’espansione delle automatizzazioni. Le imprese quindi pur mantenendo il loro core business nella componente manifatturiera potranno ampliare la loro attività implementando la componente dei servizi erogati. Ma automatizzazione vorrà dire inoltre l’opportunità di ridurre i processi di delocalizzazione determinati dalla competitività dei costi di manodopera. Il trasferimento di unità produttive infatti perderà molto di significato nella misura in cui anche i centri locali potranno produrre secondo processi e filiere standardizzati sia sul piano logistico che di costi.

Ancora una volta però occorre sottolineare come Industry 4.0 possa rappresentare un’opportunità solo nella misura in cui si avrà la capacità di fare sistema, monitorando e mantenendo una supervisione che consenta di correggere in tempo reale le eventuali distorsioni che potrebbero generarsi soprattutto nelle prime fasi di attuazione.

Consapevoli infine che non ci sono alternative all’innovazione e al cambiamento. Chi sarà in grado di gestirlo e di sfruttarne le potenzialità sarà anche chi avrà la capacità di restare sul mercato e continuare a crescere cogliendone le immense possibilità.