Le competenze che mancano all’Industria 4.0

I settori principali su cui le aziende devono migliorare le proprie competenze per immettersi competitivamente nell’industria 4.0 sono i Big Data e Internet of things. Distribuire queste conoscenze nei diversi settori dell’azienda e potenziare il rapporto con gli istituti di ricerca sono aspetti fondamentali della nuova industria 4.0. Per affrontare questo cambiamento sostanziale e passare dalla vecchia classica gestione aziendale al moderno piano industriale le imprese dovranno progredire modificando la vecchia visione dell’azienda attraverso l’inserimento di nuove risorse umane su cui poter contare come il Chief Digital Officer e l’Innovation Manager.

Con il piano Industry 4.0 s’intende innovare il sistema produttivo italiano su modelli gestionali moderni e tecnologici per questo bisogna puntare sugli investimenti nel settore ricerca e sviluppo. Con l’industria moderna si costruisce una nuova cultura d’impresa basata su miglioramenti nelle conoscenze digitali e sull’inserimento di nuove conoscenze tecnologiche moderne e innovative.

Una ricerca effettuata dall’Osservatorio Competenze Digitali ha messo in risalto i settori d’intervento principali in cui bisogna migliorare le conoscenze: Big Data e Internet of things. Distribuire le competenze nelle diverse aree lavorative sarà molto importante per aggiornare le conoscenze di tutta l’azienda, dal settore della produzione a quello della gestione del magazzino. A promuovere lo studio ci sono state importanti associazioni come Assinform, AICA, Assinter Italia e Assintel in collaborazione con MIUR e AgID.

Il passaggio al nuovo piano industriale sarà guidato da figure professionali in grado di unire alle conoscenze dei protocolli industriali i saperi tecnologici riguardo Big Data, Internet of things e Cloud. Azioni strategiche di supporto saranno fondamentali per poter effettuare questo cambiamento e raggiungere obiettivi importanti dall’ottimizzazione delle produzioni ad uno snellimento delle operazioni di logistica.

Per il successo delle imprese saranno determinanti le nuove figure professionali del Chief Digital Officer e dell’Innovation Manager che hanno il compito di interagire costantemente con le diverse aree dell’azienda per dare valore alla realtà imprenditoriale in un’ottica digitale. Nell’industria 4.0 trovano posto tutti i nuovi professionisti esperti in tecnologia come i Technology Innovation Manager, i Big Data Scientist, i Robotics & Automation Manager e i Cognitive Computing.
È evidente che nell’industria digitalizzata saranno indispensabili una serie di conoscenze in ambito tecnologico che si andranno ad integrare nei piani strategici richiedendo capacità di creatività e di leadership. Dai dati dell’Osservatorio emerge un attuale saldo negativo nel passaggio al piano 4.0 con una necessità di circa 12 mila laureati a fronte di circa 8 mila figure specializzate. Le problematiche rilevate mettono in evidenza una carenza di laureati ICT rispetto al numero di professionisti occorrenti per soddisfare le richieste delle aziende.

Secondo l’Osservatorio Competenze Digitali bisogna agire con interventi orizzontali, per promuovere le competenze digitali all’interno dell’azienda, e verticali per aumentare il numero di laureati. Un obiettivo che si può raggiungere rendendo i corsi di studio particolarmente attrattivi agli occhi degli studenti. A questo scopo appare significativo come gli studenti si interessino agli sbocchi lavorativi dei piani di formazione prima di effettuare una scelta. Puntare sulla valorizzazione degli sbocchi lavorativi e sull’incoraggiamento di nuove imprese digitali e start up tecnologiche rappresenta un primo passo importante per creare un equilibrio tra domanda e offerta e aumentare il numero di figure professionali specializzate nell’ambito tecnologico.