Internet of things: cos’è e come ci cambierà la vita

Internet of things (iot) è l’utilizzo di internet attraverso la sua interazione con oggetti e apparecchi della nostra quotidianità. Se fino ad oggi il massimo che si potesse immaginare era l’interazione in ambito casalingo tra dispositivi elettronici ed elettrodomestici, oggi il concetto si amplia ad aspetti ulteriori: come l’automotive e lo sviluppo delle Smart cities. Salute e pagamenti. Industria e divertimento.

Previsioni di settore ipotizzano che grazie all’internet of things, l’economia sarà in grado di crescere a ritmi con tassi a doppia cifra. Le premesse d’altro canto ci sono tutte: la penetrazione della telefonia che ha raggiunto i 7.3 miliardi di utenze telefoniche mobili attive – di cui il 45% delle quali sono smartphone – pari all’intera popolazione mondiale. La diffusione di apparecchi collegati alla trasmissione di dati mobili e a internet è il pilastro su cui si basa e si fonderà sempre più l’internet of things.

Stime attuali parlano di un giro d’affari legato a questo settore per un valore di 235 miliardi di dollari. Numeri che segnano un più 23% rispetto al 2015 e destinati a crescere ulteriormente con previsioni che ipotizzano un raddoppio dei risultati odierni già nel 2020.

La sfida, per i principali operatori che stanno investendo su questo settore, è rappresentata dall’obiettivo di raggiungere la piena interoperabilità fra dispositivi mobili e oggetti connessi. Tutto questo, nelle intenzioni dei visionari dello iot, darà vita ad un nuovo modo di relazionarsi con gli oggetti che ci circondano in un’ottica di semplificazione e velocizzazione di molti processi quotidiani.

Ma internet of things non è soltanto mera quotidianità ma è anche industria. Da tempo ormai all’interno delle fabbriche si sono sviluppati meccanismi che accentuano i già esistenti processi di automatizzazione con l’introduzione di sistemi che offrono l’intercomunicabilità fra le macchine. L’internet of things accentuerà questo processo, portando a fabbriche in cui i macchinari, attraverso lo scambio di informazioni di stato, saranno in grado di interagire fra loro senza la necessità di intermediazioni.

L’incidenza dello iot, come si può intuire, è davvero dirompente nella misura in cui gli ambiti di applicazione sono tendenzialmente onnicomprensivi di ogni aspetto della quotidianità. Da ambiti prettamente ludici: pensiamo ai sensori che dai nostri orologi comunicheranno con gli accessi telematici delle nostre città e che ci consentiranno di svolgere le nostre attività ricevendo in tempo reale aggiornamenti, informazioni, suggerimenti ed indicazioni utili a raggiungere più facilmente ciò di cui abbiamo bisogno. Ad ambiti legati all’automotive, con le nostre vetture capaci di muoversi in continuo collegamento con l’ambiente circostante, attraverso la ricezione di dati utili a conoscere i percorsi ottimali al raggiungimento della nostra meta o a evitare i flussi di traffico veicolare più intensi. A programmare i consumi, sulla base della presenza sugli assi viari interessati dalla nostra percorrenza delle stazioni di rifornimento di carburante.

Pensiamo all’internet of things come applicazione per la salvaguardia della nostra salute. Dispositivi come gli Smartwatch – sempre più evoluti – saranno lo strumento privilegiato per monitorare il nostro stato di salute consentendo la ricezione di diagnosi in tempo reale e l’adozione immediata dei comportamenti più corretti.

Immaginiamo agli utilizzi nel campo dei pagamenti, con procedure che leggeranno i nostri portafogli elettronici e invieranno i dati relativi direttamente ai fornitori dei prodotti che vorremo acquistare. Superfluo sottolineare – perché sono evidenti a chiunque i rischi che possono derivare dalla diffusione di questo sistema di interazione fra internet e le cose – la necessità di approntare strumenti capaci di salvaguardare privacy e sicurezza.

La sfida, non tanto per gli utenti quanto per i singoli operatori che offriranno servizi e prodotti in questo settore, sarà quella di garantire la sicurezza di utenti e consumatori all’interno di un sistema dove diventeranno sempre più complessi e delicati gli aspetti relativi alla convivenza fra tecnologia e protezione.