Industry 4.0, le aziende richiedono proroga degli incentivi

Nel primo trimestre dell’anno gli incentivi alle imprese sono cresciuti e continueranno per tutto il 2017. Gli imprenditori non sono però soddisfatti della durata, così chiedono di prorogare l’iperammortamento e di stabilizzare il superammortamento.

Il piano Industria 4.0 varato dal Governo è stato accolto con successo nei primi 3 mesi dell’anno facendo registrare al mercato italiano un incremento del 22% di ordini. Stando alle previsioni, questo trend positivo è destinato a crescere ancora fino a dicembre. Secondo Massimo Carboniero, presidente UCIMU, le aziende hanno risposto con entusiasmo agli incentivi perché vogliono fare un salto di qualità in termini di innovazione, tecnologie ed interconnessione.

Va più cauto Marco Vecchio, segretario di ANIE Automazione, che parla di un saldo del +4-5% per le imprese del settore elettronico ed elettrotecnico. Si tratta però di una crescita strutturale, che non risente ancora dell’effetto degli incentivi. Tuttavia questi potrebbero far guadagnare al mercato un 4-5% aggiuntivo nei prossimi mesi, per chiudere l’anno con un incremento complessivo del 10%. Secondo Vecchio il dato del +22% riguarda solo il mercato italiano ed influenza positivamente appena il 20% del fatturato, visto che le esportazioni sono pari all’80%. Va pertanto ridimensionato al +4% se si considera il mercato totale.

Un’altra ventata di ottimismo arriva anche dall’ultimo sondaggio dell’API, associazione delle piccole e medie imprese, dal quale è emerso che la metà delle aziende sfrutterà gli incentivi durante il 2017. In particolare il 25% di esse effettuerà investimenti consistenti nell’industria 4.0, mentre il 56% lo farà in maniera più marginale. Paolo Galasso, presidente API, sottolinea che esiste un 11-12% di imprese lungimiranti che ha già iniziato negli scorsi anni ad investire in questa direzione e continuerà a farlo anche adesso approfittando degli incentivi. A ciò va aggiunto che un altro 42% di imprenditori si dichiara molto interessato all’industria 4.0, lasciando emergere un bacino di utenza considerevole di “imprese-target” da agganciare. La loro attenzione è rivolta a 2 aspetti che incrementano i livelli di garanzia e sicurezza: l’automazione, che permette il controllo degli impianti, e la riduzione dei rischi per i lavoratori.
Secondo la previsione di Paolo Manfredi, digital manager di Confartigianato, entro fine anno il 60% delle aziende artigiane effettuerà investimenti sul revamping delle macchine. Attualmente stanno investendo in settori quali automotive, riscaldamento e pompe sommerse; per le piccole e medie imprese lombarde l’API segnala anche quelli dell’healthcare e della smart home.

Nonostante le prospettive rosee, non va giù agli imprenditori la breve durata degli incentivi, che a loro avviso il Governo dovrebbe posticipare. Vecchio di ANIE ribadisce l’importanza di mantenere la continuità sugli incentivi visto che il processo di Industria 4.0 non dura solo un anno. Anche l’UCIMU ha le idee molto chiare, tanto da chiedere:
1. la proroga dell’iperammortamento al mese di giugno 2019, per agevolare le aziende che se ne avvalgono tramite una strategia di medio termine;
2. la stabilizzazione del superammortamento, che dovrebbe diventare strutturale.

Manfredi di Confartigianato propone di prolungare almeno i tempi in cui versare l’acconto del 20%, poiché i competence center che aiuteranno le imprese a passare al 4.0 saranno avviati solo il prossimo novembre. Con la legge attuale esse corrono il rischio di non avere le competenze necessarie per orientare gli investimenti nel campo.

Sulla questione si esprime anche Galasso dell’API, ricordando che grazie al successo ottenuto è stata prorogata nel tempo anche la Legge Sabatini, che incentiva l’acquisto di nuovi macchinari. Non a caso è stata inserita anche nel Piano Industry 4.0, offrendo delle agevolazioni aggiuntive alle PMI che vogliono investire nel digitale. A suo avviso, l’iperammortamento limitato ad un solo anno – come accade attualmente – costringe ad operare in tempi troppo stretti le imprese, specialmente quelle di piccole dimensioni. La domanda di proroga è stata già inoltrata al Ministero, che sembra disponibile ad accoglierla.

Tra le motivazioni che sostengono tale richiesta c’è l’esigenza di continuare a stimolare le imprese, anche culturalmente. Ne hanno bisogno soprattutto quelle piccole e medie, che in genere non hanno competenze digitali adeguate per effettuare scelte così onerose e complesse.
Ormai si sono mobilitate tutte le associazioni imprenditoriali, tra cui gli “Innovation Hub” di Confindustria e UCIMU, che ha già inaugurato un portale per aiutare gli imprenditori ad utilizzare gli incentivi.