Gruppo di hacker cerca di rubare i segreti della smartcar di Baidu

Baidu, il colosso cinese dell’informatica e dei servizi web, ha recentemente rivelato che un gruppo di hacker ha tentato di rubare la tecnologia della sua smartcar senza pilota di nuova progettazione. Ancora non è noto chi si celi dietro l’attacco alla sicurezza, ma si ritiene probabile che si tratti di cyber criminali su commissione. Ecco le reazioni e le risposte dei dirigenti della società cinese, riportate dal portale web di informazione tecnologica Bloomberg News.

Identificare i responsabili dell’attacco

Il capo della sicurezza digitale di Baidu, Ma Jie, ha sottolineato la difficoltà di identificare i colpevoli dell’attacco. Quello che è certo è che si trattasse di hacker su commissione, poiché la compagnia è a conoscenza dei tentativi operati da individui ignoti nel mercato nero per ingaggiare qualcuno che trafugasse i segreti aziendali di Baidu. Identificare i committenti è però estremamente complicato.

La compagnia con sede a Pechino non ha rilasciato ulteriori informazioni sugli autori dell’attacco, ma si è subito attivata per limitare le crescenti minacce alla cyber sicurezza. Per farlo, si è accordata con le compagnie tecnologiche rivali, Alibaba e Tencent, al fine di costruire una task force che respinga la comune minaccia rappresentata dai cyber criminali.

Il mercato sommerso che cerca di violare i segreti delle più ricche società cinesi è in continua crescita e diventa sempre più forte, per questo la collaborazione fra tutte le aziende informatiche di spicco è fondamentale per tenere a freno gli hacker. Ma Jie ha evidenziato che il nemico non sono le società concorrenti, bensì i cyber criminali, per questo tutte le aziende di settore devono coalizzarsi contro di loro.

Da tempo, il team per la sicurezza informatica di Baidu lavora incessantemente per proteggere i propri sistemi. Non solo sviluppa costantemente nuovi prodotti per intensificare le difese della società, ma supporta anche l’attività dei White Hat, i cosiddetti hacker etici che si oppongono all’abuso dei sistemi informatici. Infatti, Baidu collabora con il gruppo Blue Lotus, un team di studenti hacker dell’Università di Tsinghua, per favorire la sicurezza informatica e sensibilizzare i giovani al tema. Secondo Ma Jie, aiutare gli studenti a seguire la strada giusta nel mondo dell’informatica significa avere meno nemici in futuro e rendere il web un posto più sicuro.

Lo scenario dell’industria web cinese

La rete Internet cinese è dominata da tre aziende che si dividono il monopolio: insieme a Baidu, ci sono Alibaba e Tencent. Le tre società sono specializzate nei motori di ricerca, nell’e-commerce e nei social network, come una sorta di alternativa cinese a Google, Amazon e Facebook. Insieme, costituiscono un vero e proprio trio, conosciuto colloquialmente con il nome collettivo BAT.

Il loro potere sull’industria web cinese è garantito dalla loro enorme capacità economica. Nel 2016, il Wall Street Journal ha segnalato come queste società abbiano investito miliardi per ottenere il controllo del web. Infatti, hanno acquistato le azioni di decine di piccole aziende e start-up, o le hanno direttamente assimilate, così da approfittare della loro crescita e delle loro scoperte tecnologiche per rafforzarsi.

Il Wall Street Journal si domandava se l’acquisto rapido e costante di piccole società non blocchi l’innovazione. Secondo gli osservatori economici, questo rischio esiste. Fra gli altri, Xinlei Chen, docente di marketing presso l’Università Jiao Tong di Shanghai, sostiene che il potere del BAT sia molto superiore a quello dei colossi web statunitensi, perché in Cina non esistono leggi antitrust stringenti come in occidente.

La libertà legislativa ha quindi favorito lo strapotere del BAT. Ad esempio, Tencent è arrivata a compiere decine di investimenti solo all’interno del suo paese di origine, un numero superiore alle operazioni effettuate dalla maggior parte delle singole aziende specializzate in investimenti privati. Alibaba e Baidu, invece, hanno addirittura sviluppato dei veicoli di investimento strutturato. Il fondo riservato agli investimenti in aziende web stanziato da Baidu supera i tre miliardi di dollari.

Considerando che gli attacchi degli hacker diventano sempre più sofisticati e mirati, forse il BAT dovrebbe intensificare i propri investimenti nella sicurezza web.