Cybersecurity e Cyberwar: intervista esclusiva a Eugene Kaspersky

La “guerra fredda” tra Stati Uniti e Russia ha un nuovo nome: Cyberwar. Ora non si combatte più sul campo di battaglia, come avveniva in passato, ma a livello di Cyber Security Nazionale.

Il futuro della Cyberwar secondo Eugene Kaspersky

Ecco cosa pensa Eugenie Kaspersky, Amministratore delegato e Presidente dell’omonima azienda e consulente in tema di Cyber Security in tutto il Mondo, in merito ai prossimi sviluppi dei cyber conflitti a livello internazionale:

“Ci stiamo muovendo a grandi passi verso il cyberterrorismo, inteso come attacchi informatici a infrastrutture critiche. […] Molte di queste infrastrutture sono state create anni fa perciò è difficile metterle in sicurezza perché sono vulnerabili e questo è un rischio enorme per il mondo intero”.

Recentemente gli Stati Uniti hanno inoltre accusato Mosca di essere responsabile degli attacchi informatici subiti dal Partito Democratico, con lo scopo di influenzare le elezioni del nuovo presidente americano che si terranno a breve.

Eugene Kaspersky ci svela il modo corretto per capire quanto queste accuse siano attendibili:

“Non conosco il numero dei gruppi hacker professionali in Russia. Il nostro compito è quello di riconoscere le famiglie di malware e cercare di capire se provengono dalla stessa fonte.  Attualmente ci sono circa 12 gruppi di professionisti del crimine informatico, indipendenti o a contratto, governativi o no, o entrambi.[…] Non possiamo mai riconoscere la provenienza dell’attacco ma la lingua, e ci sono tutti i Paesi. Le lingue dominanti sono però inglese, russo e cinese semplificato”, ha continuato Eugene Kaspersky.

Il pericolo del voto elettronico

Kaspersky ha poi individuato qual è la più grande minaccia alla democrazia nel mondo del Cyber: “il pericolo più grande per la democrazia è, e sarà sempre di più, il voto elettronico. Non ci saranno più elezioni sicure. Se il sistema non cambia il voto resterà insicuro, potrà essere hackerato e i risultati manipolati”.

Attualmente sono 5 gli Stati americani che votano con sistema elettronico e altri 10 hanno un sistema misto, per questo sono state attuate proposte di legge atte a rendere più sicuro il sistema di voto elettronico.

La prima richiede la disconnessione dei sistemi di voto dalla rete mentre la seconda mira a chiedere al dipartimento della Common Security americana di considerare i sistemi di voto come infrastrutture critiche della nazione.

Ciò implica che se questi sistemi vengono hackerati da un Paese straniero si può rispondere con un attacco equivalente o con un attacco militare tradizionale nei quattro domini: terra, mare, aria e spazio, equiparando la Cyberwar ad una vera e propria dichiarazione di guerra.