Cos’è la digital transformation

Con il futuro non c’è tempo da perdere. Devono aver pensato questo quegli imprenditori ‘illuminati’ che hanno compreso, prima di altri, la necessità di investire nella digital transformation non solo per far sopravvivere la propria azienda ma per farla competere ed essere un modello capace di produrre crescita e occupazione.

La digital transformation non è solo un percorso di natura tecnologica, ma è un cambiamento di visione e mentalità che coinvolge le organizzazioni aziendali, sia in ambito domestico che esterno, con particolare attenzione al diverso rapporto instaurato con i propri interlocutori esterni soprattutto sul lato customer.

Ciò che in passato è mancato all’Italia, è stata la comprensione che l’innovazione non è un’eventualità. Gli imprenditori, al contrario, sono oggi chiamati a concepire il cambiamento come un processo da affrontare quotidianamente, a beneficio di un sistema imprenditoriale che godrebbe, probabilmente, di maggior solidità e, soprattutto, agibilità sullo scacchiere dell’economia internazionale.

Non per nulla quelle realtà che hanno avviato da tempo percorsi indirizzati alla digital transformation, sono anche quelle aziende che si trovano più a loro agio all’interno di dinamiche internazionali.

Quando si parla di digital transformation – come evidenziato in premessa – l’aspetto tecnologico è una parte del processo che è ben più complesso e punta in realtà alla valorizzazione del capitale umano quale componente essenziale del cambiamento. Valorizzare il capitale umano significa promuovere le risorse umane ma allo stesso tempo mutare approccio verso la propria clientela invertendo l’ordine delle priorità e trasferendola da una dimensione aziendo-centrica ad una prospettiva in cui è il cliente ad assumere un ruolo prioritario.

Le risorse interne vanno inserite in un processo di crescita in cui un ruolo primario deve essere affidato alla formazione, nell’ottica di trasmettere conoscenze in ambiti finora non rientranti nella consuetudine. Digital transformation non è soltanto crescita produttiva ma è anche e soprattutto crescita di conoscenza e competenze.

L’Italia oggi è di fronte ad un bivio: i ritardi accumulati su scala continentale nel campo della digital transformation sono notevoli e colmati solo in parte dai recenti provvedimenti del Governo in materia di Industria 4.0. Altri Paesi – Germania in primis ma a seguire Usa e Danimarca, quindi Australia, Belgio, Svezia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Francia e in Asia, Giappone, Corea del Sud, Cina, hanno intrapreso la via della digital transformation. L’Italia arriva – per lo meno come sistema Paese – per ultima ed è chiamata a procedere con rapidità a realizzare un cambiamento che coinvolge più aree e settori economici.

La digital transformation richiede però consapevolezza oltre che delle opportunità anche dei rischi.

L’ampliamento dei processi digitali all’interno delle aziende infatti, può essere fonte di nuovi fenomeni intrusivi potenzialmente idonei a mettere a repentaglio la sicurezza delle aziende in termini di informazioni e conoscenze acquisite. Ecco perché non c’è solo formazione all’orizzonte, ma anche la necessità di rivedere il concetto di sicurezza non più come in passato volto a rafforzare controlli sugli accessi fisici ma capace di custodire da intrusioni non più facilmente individuabili ma altrettanto se non più dannose che in passato.

Digital transformation è una sfida, che non può essere affrontata come in passato secondo una semplice logica di concorrenza fra competitors, ma deve essere gestita in ottica collaborativa attingendo a risorse condivise: informazioni, infrastrutture e idee.