Come possono cambiare le imprese italiane con il digitale

Secondo le ultime statistiche arrivano risposte positive dal mercato al piano industry 4.0 nel primo semestre dell’anno. Stando a quanto riportato dagli esperti il dato è destinato a continuare a crescere anche nella seconda parte dell’anno grazie all’entrata in vigore della misura del piano industriale riguardante i competence center che, insieme agli innovation hub, accompagneranno le aziende in questo processo di cambiamento al 4.0.

Confindustria, Cna, Confcommercio e Confartigianato hanno progettato oltre 200 innovation hub, numero che preoccupa il presidente di Confindustria per il settore innovativo e tecnologico, Gianni Potti, per l’alto rischio di creare confusione. Come dichiarato da Potti in Veneto ci sono già migliaia di contatti per avere informazioni sugli incentivi fiscali legati al superammortamento. Il piano si pone l’obiettivo di arrivare ad un giusto equilibro tra investimenti e competenze per formare ed individuare figure professionali altamente qualificate in grado di gestire le nuove mansioni per un lavoro di qualità.
Per il piano 4.0 inizialmente il Governo aveva previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro per i competence center, diminuiti a 30 milioni per il biennio 2017-2018 con l’attuazione della Legge di Stabilità 2017, a cui vengono aggiunti altri 30 milioni per il biennio 2018-2019 dalla manovra correttiva che ha permesso di portare a 60 milioni di euro l’investimento per il quadriennio 2017-2019 con 20 milioni di euro stanziati per ogni anno. Non basta l’innovazione tecnologica, ma occorre studiare una strategia personalizzata su ogni impresa per poter massimizzare i benefici previsti dal piano. Secondo Marco Taisch, docente al Politecnico di Milano, nel secondo semestre la crescita andrà ben oltre il + 21% registrato nel primo periodo dell’anno, grazie ai risultati ottenuti dall’investimento nel campo digitale, invitando il Governo a prorogare gli incentivi.

Il tessuto imprenditoriale italiano non è formato solo da grandi imprese, ma ci sono anche tante piccole e medie realtà imprenditoriali che devono imparare a muovere i primi passi nell’innovazione tecnologica. Smettere di investire nel piano 4.0 nel prossimo anno sarebbe la scelta più azzardata del Governo che vanificherebbe tutto il lavoro svolto nel 2017. Favorire non solo l’iperammortamento ma anche i crediti d’imposta per la ricerca e l’innovazione ed altre misure fiscali che promuovano il rinnovamento è la vera chiave di svolta.

Dati iniziali sul numero di imprese che stanno sfruttando gli strumenti previsti nel piano 4.0 saranno resi noti dall’osservatorio dell’industria 4.0 a breve, il prossimo 23 giugno, e mostreranno anche quali sono le misure su cui le imprese italiane hanno deciso di puntare maggiormente, ma per i dati ufficiali e definitivi occorre attendere la chiusura dei bilanci delle singole imprese. Da una prima ricerca i dati raccolti mostrano non solo un interesse verso gli ammortamenti, ma anche verso tutte le altre misure del piano.

Federmanager sostiene la posizione del docente del Politecnico, ritenendo fondamentale l’aiuto del Governo e l’intervento delle associazioni per far crescere il PIL nazionale. Secondo il direttore, Mario Cardoni, nel nostro paese c’è un’ampia fetta di aziende, formata dalla quasi totalità delle piccole e medie imprese, per una percentuale che arriva a sfiorare il 95%, che non ha conoscenze per operare nell’industria 4.0. Per tutte queste imprese è fondamentale un accompagnamento nell’evoluzione non solo da un punto di vista di incentivazione, ma anche di formazione professionale per acquisire le giuste competenze per poter investire nella tecnologia, obiettivo perseguito da Confapi e Confindustria che, in collaborazione con Federmanager, hanno messo in atto un percorso di formazione per creare figure manageriali.

Inoltre è attivo anche un percorso che porta a certificare le conoscenze acquisite per favorire l’inserimento di figure professionali esterne per poter gestire le aziende e portarle nel mercato dell’industria 4.0.
In conclusione il direttore generale di Federmanager afferma che il piano 4.0 non è solo una semplice innovazione tecnologica, ma è una nuova organizzazione aziendale, in cui al centro del lavoro non viene messo più il prodotto da mandare in produzione ma il cliente, per riuscire a personalizzare servizi e prodotti, rispondendo in modo positivo alle richieste di mercato, per ottenere la soddisfazione della clientela. È indispensabile prevedere un investimento nella forza lavoro, almeno fino al 2020, per dare tempo alle aziende di programmare ed intraprendere il processo di crescita.